The goddess guide











amante o musa? Compagna di vita o fonte di ispirazione? sogni e dilemmi di una ragazza a Manhattan”

“libro da regalare per natale all’amica che si innamora sempre di uomini pericolosi”

Bene, mi dico, penso proprio che questo libro faccia per me, visto la mia predilezione per invaghirmi di (pseudo)scrittori, musicisti e altre categorie più o meneo artistiche, capricciose e “pericolose” -)

La storia mi affascina subito dall’inizio, e mi rivedo un pò di Tanja, la protagonista, con la sua infanzia passata a impazzire per Dostoevskij e a voler diventare da grande la musa ispiratrice di un grande scrittore, un desiderio che non accenna a passare con l’età…anzi…

Dopo una laurea in Storia Tanja si trasferisce da Mosca a New York, e inizia la sua personale caccia al “suo” Dostoevskij, che nel suo caso risponde al nome di Mark Schneider, un celebre e affascinante autore, che conosce per caso a un reading…

Purtroppo ( o per fortuna) l’immaginazione romantica entra in conflitto con la realtà, e ben presto Tanja scoprirà che forse le sue aspettative non corrispondono a quello che lei vorrebbe… e smonta l’immagine dello scrittore pezzo per pezzo…

Fino ad arrivare ad un inaspettato finale…proprio nelle ultime pagine…

Uno dei (rari) libri che mi ha fatto piangere alla fine, ironico ma dolce, con un mix di tempi sospeso tra passato e presente e con uno stile che ho sentito molto vicino a me (forse perchè mi sono immedesimata un pochino con Tanja:-) )

Una lettura che consiglio se a volte vi sentite (o vi siete sentite) una musa ispiratrice :-)



A volte ho come l’impressione che in alcuni casi siao i libri a “sceglierci” e non il contrario: la settimana scorsa ero in libreria che curiosavo tra i tascabili Feltrinelli, quando la mia attenzione è stata presa da un libro di Haruki Murakami intitolato “A sud del confine, a ovest del sole”.
La storia è molto semplice:
Hajime Nasce in una normale famiglia giapponese, in una normale provincia sonnacchiosa, con l’unica anomalia di essere figlio unico mentre i suoi compagni hanno uno o due fratelli. Da ragazzino fa amicizia con Shimamoto, anche lei figlia unica e con una gamba offesa dalla poliomelite. Acuta, brillante a scuola, Shimamoto condivide i maggiori interessi di Hajime: la lettura e la musica. Ma il passaggio nell’età puberale separa i due prima che l’amicizia possa trasformarsi in qualcos’altro. Hajime cresce, si trasferisce a Tokio, si sposa e diventa il proprietario di due locali jazz di successo, la vita sembra scorrere sui binari quando una sera di pioggia Shimamoto appare di nuovo, sconvolgendo la sua vita…

Il finale è fumoso e ti lascia addosso un senso di tristezza, ma mi ha fatto riflettere e penso che non poteva essere il momento migliore per scoprire e leggere questo libro e mi ha fatto capire una volta per tutte che è ora di iniziare a vivere il presente senza dover continuamente pensare ai “se” e ai “ma” del passato

On air: The Star crossed lovers – Duke Ellington



Incuriosita da un’intervista letta da qualche parte, durante il week end (complice il brutto tempo) ho letto un libro intitolato “milioni di donne aspettano solo di incontrarti“.
Il libro è una storia vera, e nasce da un “esperimento” del giornalista inglese Sean Thomas, incaricato di far un reportage su”Men’s Health” sul mondo del “dating” su Internet.
Dapprima inorridito dall’idea di entrare nel giro degli incontri sentimentali in rete (crede che siano popolati solo da donne coi baffi e sfigati), Sean si lasia poi incuriosire e sedurre da quella che è ormai una pratica molto diffusa e inizia a incontrare una serie di ragazze (alcune anche un pò matte, come ad esempio la tipa cinese che inizia a seguirlo dappertutto) e quando ormai sembra aver gettato la spugna ( e il reportage è quasi pronto) ecco che arriva l’happy end…incontra la donna dei suoi sogni e la sposa.

L’unico neo del libro, secondo me, sono tutte le digressioni dell’autore riguardo donne da lui venerate (in tenera età e non), che distolgono un pò l’attenzione alla vicenda principale, ma in definitiva il libro è una piacevole lettura, soprattutto per tutti coloro che in un modo o nell’altro a un certo punto si sono trovati ad avere a che fare nella vita reale con persone conosciute virtualmente

ps: per i vari estimatori di “the Game” o Neil Strauss segnalo 2 nuovi libri (per ora pubblicati solo in Inglese):
how to make money like a porn star” (di Neil Strauss) e
the mystery method: the secret art of picking up beautiful women
(autore ovviamente Mystery…e chi ha letto The Game saprà fin troppo bene di chi si tratta…)



Nelle scorse serate mi sono dilettata con la lettura di Peyton Place, romanzo ambientato in una piccola cittadina del New England negli anni quaranta.
Un posto idilliaco dove vivere, gente perbene, vita basata sul lavoro e religione ma la realtà è ben diversa: dietro molte porte si celano inconfessabili segreti: violenze famigliari, figli illegittimi, adolescenti irruenti, adulti che perdono la testa…

La (s)fortunata autrice del libro, Grace Metalious, è morta in miseria a soli 35 anni di cirrosi epatica, dopo aver scandalizzato il Paese con questo peccaminoso romanzo, che è stato letto di nascosto e venduto sottobanco per molti anni in America. (Va anche detto che prima di essere pubblicato il libro aveva subito dei cambiamenti per non farlo sembrare troppo immorale).

La Metalious, dopo Peyton Place, ha scritto altri due libri, tradotti anche in Italiano, e curiosa, sono andata a cercarli in libreria, ma essendo stati pubblicati negli anni’60 risultavano non in catalogo…

Ma, per fortuna, oggi, curiosando su Ebay ho trovato una persona che li vendeva entrambi per cui…(poste permettendo) tra qualche giorno potrò continuare la saga…



Nelle ultime serate ho “viaggiato” su e giù per l’Australia grazie a un libro di Bill Bryson, chiamato “un paese bruciato dal sole” (e per l’occasione ho rispolverato anche la vecchia Lonely Planet sull’Australia).
E’un paese che mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso tempo e prima o poi non escludo che ne visiterò almeno una parte (le uniche cose che ho visto dell’australia sono state il Nullarbor…ore e ore di terra rossa sotto di me in aereo, la Sydney Opera House, sempre dall’aereo, e l’aeroporto.. )

Vorrei andare a Sydney (of course) e vedere se è davvero così eccitante come dicono, poi scendere fino a Melbourne, andare a vedere i pinguini a Phillip Island, che ogni sera a una certa ora fanno una sfilata emergendo dal mare con la loro andatura dondolante tornando nei loro nidi (lo so, sono fissata con i pinguini, in Nuova Zelanda mi sono fatta ore e ore nascosti aspettando che tornassero dall’Oceano) e poi proseguire verso Adelaide e Kangaroo Island a vedere la sua vasta fauna (tra cui canguri, koala, ornitorinchi, cacatua, pellicani e le balene) e poi via verso la Western Australia, con Perth e Monkey Mia (a nuotare coi delfini).

La parte Nord del continente invece, non mi ispira pi di tanto…ma forse perchè mi sono lasciata suggestionare da tutti i racconti sui coccodrilli che sbucan fuori dai fiumi e dal mare, e dai vari serpenti altamente velenosi che infestano il territorio

Per ora comunque sono solo farneticazioni…e mi limito a sognare nelle pause dello studio
(mannaggia gli esami si stanno avvicinando)



Come “regalo” per il mio esame andato bene ho pensato di concedermi un giretto in libreria, dove sono stata colpita da un libro chiamato “La bestia a due schiene” della scrittrice esordiente Emily Maguire.

…E non sono riuscita a fermarmi fino a quando non ho visto apparire le parole “THE END” (ed era praticamente mattina)…

Sarah Clark, quattordicenne di Sydney, studentessa modello, conosce il suo nuovo professore d’inglese. Daniel Carr – di ventiquattro anni maggiore di lei, sposato e con due figlie – non si limita a declamare versi in classe e trasmettere ai suoi alunni l’amore per la poesia di Shakespeare. È un uomo pericoloso: seduce e coinvolge la giovanissima Sarah in una passione irrefrenabile e morbosa, fatta di giochi e piaceri estremi, spesso oltre i limiti del dolore fisico. All’improvviso, Daniel si trasferisce con la famiglia a Brisbane, lasciando Sarah in una confusione adolescenziale che farà danni a non finire.
Per otto anni, Sarah si getta a capofitto in un vortice di esperienze sessuali, passando da un uomo all’altro alla ricerca di quell’intensità e di quella fusione dei corpi e delle anime che aveva sperimentato solo con Daniel. La sua vita sembra precipitare: viene cacciata da casa (per un episodio che verrà a galla circa a metà della vicenda) e per mantenersi all’università lavora come cameriera in un ristorante di infima categoria, abusa di alcol e droga, sconcerta i coetanei con le sue abitudini sessuali.
L’unico punto fermo della sua esistenza è l’amicizia con Jamie, un ex compagno di scuola, anche lui sposato e con una bambina, ma da sempre innamorato di lei. È Jamie l’unica persona a tenerla ancorata alla realtà e alla logica. Finché nella sua vita non torna a irrompere Daniel, che dopo aver divorziato e abbandonato la famiglia, convince Sarah a trasferirsi da lui. Insieme, arriveranno a superare ogni barriera, senza pensare ad altro se non a esiliarsi dal mondo e sperimentare ogni sfumatura della passione che li travolge e ovviamente qualcuno si farà male…

La bestia a due schiene è un libro brutale, ma assolutamente imperdibile, per come la Maguire ha saputo gestire il lato oscuro delle dinamiche relazionali dell’amore-odio-ossesione e per la capacità di mostrare Sarah e Daniel in maniera cruda ma geniale.



Nel tardo pomeriggio ho avuto il piacere di assistere a Bologna alla presentazione del nuovo libro di Terzani “la fine è il mio inizio”, una sorta di testamento che Terzani ha voluto lasciare ai posteri, una sorta di auto-biografia raccolta dal figlio Folco, a cui Tiziano, giunto oramai quasi alla fine del suo viaggio sulla terra, decide di ddicare un’ora al giorno di chiaccherata sulla sua lunga (e piena) vita.

Mi sono avvicinata a Terzani appena dopo la sua morte avvenuta nel 2004, con il libro “un altro giro di giostra”, in cui raccontava la sua esperienza con la malattia ( libro alquanto sentito, visto che nello stesso periodo anche mia nonna stava combattendo la sua battaglia finale contro il cancro) e la scorsa estate, incuriosita dall’autore mi sono letta tutti i suoi libri scritti nei momenti chiave della storia contemporanea , a metà tra narrazione di viaggio e cronaca giornalistica, con la sua famiglia “trasportata” in diversi paesi asiatici (hong kong, Singapore, Cina, Giappone), la vita quotidiana,il desiderio di VIVERE il paese che lo ospitava, la curiosità, i piccoli grandi cambiamenti… insomma una serie di libri assolutamente affascinanti per me, sempre assetata di storie di vita in paesi lontani:-)

Il libro presentato oggi, invece, è a mio avviso qualcosa di diverso, un mix di sensazioni, ricordi, insegnamenti raccolti durante tutta la vita, la sua filosofia personale, a metà tra Occidente e Oriente, gli interventi del figlio Folco, così calmo e sereno mentre raccontava gli ultimi periodi di vita del padre, che trattava con umorismo la sua malattia.

Purtroppo, e dico purtroppo, Folco non era l’unico a spiegare il libro, visto che era accompagnato da uno studioso della morte e un altro filosofo, che hanno in qualche modo “rovinato” l’atmosfera, riempiendo l’aula magna di inutili parole e concetti esasperati, mentre gran parte del pubblico ha inteso il libro come un libro SULLA MORTE, mentre la mia idea ( e quella che Folco Terzani voleva dare) è che “la fine è il mio inizio” è un libro SULLA VITA, sulle gioie che la stessa ti può dare, sul come non vivere la vita secondo i canoni imposti dalla società ma cercare ciò che veramente si vuole provare durante il lungo viaggio dell’esistenza.

Dopo la presentazione, mi sono avviata verso la stazione con una strana sensazione addosso: mi sentivo scossa, con una miriade di idee che mi frullavano in testa, ma una volta arrivata a casa e metabolizzato l’evento questa sensazione si è trasformata in una sorta PACE INTERIORE..

E intanto mi riguardo la dedica “A Elisa per un nuovo inizio…

Buona settimana a tutti…



{Marzo 31, 2006}   Prep – Curtis Sittenfeld

Quando ho iniziato a leggere prep pensavo di trovarmi a leggere qualcosa a riguardo di un’altra Charlotte Simmons, ma mi sabgliavo, perchè Lee Fiora,la protagonista del libro è decisamente di un’altra pasta.

Lee, quattordicenne cresciuta in una cittadina dell’Indiana, ottiene una borsa di studio per la preparatory (“prep”) school di Ault, nel Massachusetts, un prestigioso liceo che prepara all’università. È – come prometteva il dépliant – un ambiente esclusivo di antichi edifici e prati curatissimi, di ragazzi dai sorrisi smaglianti e belle ragazze in kilt. Ciò che non diceva il dépliant, e che Lee capisce subito, è che lei sarà sempre un’outsider tra i rampolli delle ricche famiglie della East Coast, intimidita e attratta dai suoi compagni.
Proprio perché è un’estranea, un pesce fuor d’acqua, Lee riesce a cogliere con spietata acutezza i tratti essenziali dei caratteri, delle relazioni, dei rituali di alunni e insegnanti e dinamiche complesse che li attraggono e li respingono.

Mi è piaciuta il taglio che l’autrice, Curtis Sittenfeld, ha deciso di dare al libro, suddiviso in capitoli contrassegnati dal leit motiv del periodo che desidera rappresentare (la protagonista racconta la sua esperienza a distanza di anni, lo si capisce da tanti piccoli accorgimenti), la descrizione della vita in collegio, meno incentrata sullo sport (mente il libro di Tom Wolfe dedicava a mio avviso TROPPO spazio alle verie manifestazioni sportive) e più sulla vita e interazioni tra i vari personaggi e le loro inclinazioni personali e i piccoli grandi drammi che si nascondono dietro ad alcuni comportamenti (tra cui una ragazza che si scoprirà lesbica). Ovviemente non mancano le scene di interazioni..diciamo approfondite..ma il ritratto che viene fuori è di normale curiosità e non di perenne orgia come in “Io sono Charlotte Simmons”.

Mi è piaciuto molto anche l’epilogo finale di Prep, in cui viene svelato che fine hanno fatto a distanza di anni i personaggi di cui si è parlato nel libro…

Molto piacevole da leggere, anche se ha rafforzato la mia idea sul fatto che non credo sarei riuscita a sopravvivere in una prep school come questa, e che forse l’idea di abbandonare l’idea di andare a studiare negli States non è stata poi così malvagia…



{Febbraio 19, 2006}   The Game – Neil Strauss

Ho appena finito di leggere “The Game, la bibbia dell’artista del rimorchio“, che in realtà è un storia vera (e fonti attendibili e certe me lo confermano) in cui Neil Strauss, giornalista di Rolling Stone e ghost writer di una serie di libri racconta i suoi 2 anni passati al seguito di una società segreta di personaggi dediti…a studiare tecniche e metodi infallibili per rimorchiare ragazze belle e sexy.

Tutto inizia quando Strauss decide di iscriversi a un seminario intensivo di seduzionesul campo (i locali più cool di Los Angeles) con il leader di questa “società”, un certo Mistery , e ben presto ne viene “risucchiato”, inizia una vita parallela a base di serate nei locali per abbordare, tecniche sempre più ardite per sedurre, lunghe sessioni di scambio d’esperienze via newsgroup con altri personaggi per commentare le serate “sul campo” e via via adepti in lungo e in largo, dagli States all’Australia, passando per l’est Europa…

Strauss racconta senza censure e in modo totalmente pragmatico tutto quello che succede, tra manie di grandezza, crolli di nervi, incontri con personaggi fuori di testa, mise più che stravaganti per farsi notare, Courtney Love che ti si trasferisce in casa durante il suo periodo
nero, limousine , gente che ti arriva in aereo da ogni parte del Paese perchè ormai sei diventato il suo idolo e ti copia in tutto e per tutto…etc etc etc..

Da un certo punto in poi del libro in poi si capisce che la gran parte di questi era ossessionata dall’idea di rimorchiare piuttosto che dal concludere, e che la tipologia dei personaggi in questione era quella dello sfigato (spesso ancora vergine) che passava dal non aver mai avuto il coraggio di parlare a una donna al fatto di riuscire (wow!) ad apparire spaccone e chiederle il numero di telefono, e che il target delle ragazze era del tipo spogliarellista, coniglietta di Playboy o (sporadicamente) qualche modella con calo di autostima (della serie non cagatele minimamente perchè tanto sono abituate a essere al centro dell’attenzione e non cagandole potreste suscitare loro un briciolo di curiosità...)

Alla fine tutto il sistema si sgretola e ognuno prende una via differente, c’è chi pentito si converte ad essere un perfetto essere religioso, c’è chi torna connesso al mondo reale riprende l’Università o a lavorare (eh si perchè studiare le tecniche per rimorchiare ragazze era una faticosa attività a tempo pieno eh!), c’è chi continua imperterrito a sviluppare questi modelli sempre più innovativi ( e intanto continua a slogarsi i polsi a furia di pippe) e chi come Neil Strauss…alla fine incontra Lisa (un gran bel pezzo di ragazza, oserei dire al di sopra delle sue aspettative), che conquisterà…mettendo da parte tutte le tecniche di seduzione imparate fino a quel momento…

Un libro imperdibile



Il titolo si riferisce a questo fastoso palazzo costruito negli anni trenta a Il Cairo e in cui si intrecciano le vicende di alcuni suoi abitanti:
Dal figlio del portiere del palazzo che sogna di entrare a far parte delle forze di polizia e che invece si sbaglia strada e si ritrova indottrinato in un campo per giovani estremisti islamici, Buthanya la sua fidanzata (o meglio ex fidanzata) che dopo un’esistanza sfortunata perde a poco a poco il suo pudore e si ingegna a trovare modi alternativi per portare avanti la famiglia e guadagnare qualche soldino extra, l’aristocratico decisamente godereccio che non riesce a frenare la sua passione per le donne nonostante la sua età avanzata, sua sorella Dalwat e le sue campagne moralistiche verso il fratello e i suoi tentativi di interdizione, l’intellettuale gay con la passione per i giovani nubiani nascosta ma non troppo (e che alla fine avrà un epilogo tragico); l’uomo d’affari che vuole entrare in politica costi quel che costi, la giovane donna raggirata e rispedita al paese dopo un matrimonio dagli intenti poco cristallini…

Ognuno si troverà di fronte ad alcune scelte e a colpi di scena, alcuni positivi, altri dolorosi, a volte grotteschi, che presentano diverse sfaccettature della società egiziana moderna, travolta da corruzione , falsi idealismi, ipocrisia religiosa e ricchezze di origine dubbia…

Una lettura divertente, a tratti folcloristica, che presenta un Paese in costante oscillazione tra passato (rimpianto) e presente (non tanto felice); alla sua uscita il libro è subito diventato un caso editoriale, ed è tuttora uno dei libri più letti nel mondo arabo.

L’autore, ‘Ala Al-Aswani è un dentista e scrive per diverse riviste di letteratura, politica e affari sociali e il suo primo studio è stato proprio a Palazzo Yacoubian…:-)

Consigliato a chi piacciono le ambientazioni medio-orientali o ha voglia di immergersi paesaggi e storie mai state così attuali…



eccetera